
“Ma quanti gradi ci sono in Sala Operatoria? Come fate a lavorare con questo freddo?”
E puntualmente la risposta sarà “Così ci manteniamo giovani!”
Chiaramente lo si fa per sdrammatizzare un momento che può essere particolarmente ansiogeno per chi si dovrà operare.
In realtà non è così freddo; la temperatura varia tra i 20 e 24°C, tutto l’anno, sia estate che inverno.
Il motivo per il quale si percepisce più freddo di quello che realmente c’è è il basso tasso di umidità che oscilla, tutto l’anno, tra 40-60%. Inoltre l’aria presente all’interno della Sala Operatoria deve e avere un ricambio di 15 volte l’ora e non deve essere aria di ricircolo, bensì aria esterna, la quale viene prima filtrata per almeno il 99,97%.
La Sala Operatoria è caratterizzata dalla presenza di aria a pressione positiva. Questo è un meccanismo fondamentale poichè impedisce l’ingresso in Sala Operatoria,tramite il vettore “aria”, di agenti potenzialmente infettivi dalle zone adiacenti.
Il meccanismo di funzionamento è molto semplice: all’interno della Sala Operatoria vi è una pressione maggiore rispetto alle zone confinanti (pre-sala, corridoi, zona lavaggio) con il risultato che, aprendo la porta, l’aria tenderà ad uscire verso i locali attigui proprio per questa differenza pressoria.
Se fosse il contrario, ogni volta che si apre la porta, entrerebbe in Sala Operatoria l’aria presente nei locali vicini e porterebbe con se agenti che potrebbero cagionare infezioni chirurgiche.
Un’ultima considerazione. Durante un intervento chirurgico, in anestesia generale soprattutto, vi è un’alta dispersione di calore da parte del paziente (rischio di ipotermia); è importante quindi mantenere una temperatura corporea adeguata tramite appositi riscaldatori.

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